Come distillare il gin in casa: guida pratica per iniziare
Per gli amanti del gin e dei prodotti fai-da-te, poterlo distillare in autonomia significa mettersi alla prova con un’attività creativa e interessante. Prima di capire come distillare il gin in casa, occorre innanzitutto munirsi degli strumenti adatti, quali alambicchi della capacità giusta, termometri e, naturalmente, alcool.
Il primo passo, però, dovrebbe prevedere una corretta informazione presso gli organi competenti al fine di verificare le leggi in merito all’auto-produzione. Qualora la distillazione sia su ampia scala, infatti, bisogna denunciare l’attività alle autorità competenti.
Attrezzatura necessaria per distillare gin in casa
Ma in che modo distillare il gin con l’alambicco? Come già accennato, questo affascinante contenitore dalle sfumature quasi magiche va scelto di capacità non superiore ai 3 litri per garantire un miglior controllo e perciò un risultato idoneo.
L’alambicco per gin, inoltre, è spesso provvisto di tecnologie estremamente utili e valide che consentono alle spezie utilizzate di non bruciare per sbaglio: queste, infatti, vengono mantenute ben lontane dalla fiamma e conferiscono alla bevanda un sapore delicato. L’alambicco, tuttavia, pur rappresentando uno strumento fondamentale, non è l’unico a dover fare parte del kit.
Sarà indispensabile munirsi di termometri che possano misurare con precisione la temperatura del distillato durante ogni fase della preparazione. La griglia di rame è un elemento che si posiziona per suddividere la parte solida dal liquido di distillazione: ciascun modello di alambicco ha la propria griglia da adattare alle sue dimensioni. L’alta qualità delle singole componenti inficia in maniera positiva sul risultato finale.
Ingredienti essenziali per un gin artigianale
Il primo ingrediente per distillare gin in casa è perciò l’alcool. La percentuale ideale di volume alcolico è al 96%, così da assicurare la purezza del prodotto. Ma un buon gin fatto in casa necessita anche di acqua a basso residuo, meglio se distillata.
Bilanciando la quantità di acqua, si andrà a stabilire il grado alcolico. Le botaniche per gin non sono altro che le spezie che possono personalizzare l’aroma. Tutto è questione di gusti, tuttavia il blend di spezie per gin classico è costituito principalmente da ginepro, scorze d’arancia o agrumi e coriandolo.
Il ginepro è una pianta che vanta circa 70 varietà diverse, ma per quanto concerne la produzione artigianale di gin ne vengono utilizzate solo una decina. Le bacche del Juniperus Communis andranno a costituire almeno la metà della ricetta del gin homemade, quindi circa 30 g per ogni litro: il grado di maturazione è molto importante per ottenerne la spremitura.
Linalolo e pinene hanno invece gli aromi agrumati tipici del coriandolo, che va a controbilanciare quello più deciso del ginepro. Pur se di norma vengono impiegate le bacche, spesso si usano persino le foglie. Per un 10%, invece, occorre aggiungere le scorze essiccate di agrumi nel composto. Vanno bene le arance, ma anche i pompelmi o limoni, a seconda delle sfumature che si desiderano conferire al distillato.
A livello di personalizzazione del sapore, ma anche al fine di “stabilizzare” meglio il composto, è possibile aggiungere delle radici di giaggiolo, dai toni floreali, oltre a liquirizia, cardamomo, fiori e altre spezie.
Fasi della distillazione
Per comprendere meglio come distillare il gin in casa, bisogna conoscere le varie fasi, che sono:
- La macerazione.
- La distillazione.
- La raccolta del cuore.
In fase di macerazione, le botaniche possono essere trattate a freddo, oppure a caldo nell’alcool. Delle temperature più basse e tempistiche lunghe di estrazione caratterizzano un gin dall’aroma delicato, mentre per un gusto deciso basta aumentare le prime e accorciare le seconde.
Con l’alambicco per gin si procederà alla modalità al vapore. La distillazione ottenuta a freddo estrae comunque la maggior parte dei sapori con una minore pressione, mentre con quella a vapore possiamo distinguere una sorta di piramide del distillato. Il primo liquido che esce viene chiamato testa, quindi si hanno il cuore, a temperatura più elevata, e la coda che è la parte finale. Per ottenere un buon gin, vanno “tagliati” proprio gli elementi di testa e di coda, così da estrarre un “cuore” perfettamente bilanciato nei sapori e nella gradazione alcoolica.
Si può dire che la miglior produzione di gin fai da te è quella che avviene tra gli 80 e i 90 gradi centigradi.
Errori comuni e consigli pratici
Uno dei consigli su come distillare il gin in casa è quello di evitare di bruciare le spezie con una fiamma troppo alta alla base. Di enorme importanza sarà inoltre la qualità di materiali e ingredienti, al pari di tutte le buone ricette che si rispettino.
Utilizzare un grado alcolico troppo basso, poi, può essere un errore fatale che porta alla saponificazione: a livello organolettico, ciò si verifica quando gli acidi grassi sono molto concentrati e la temperatura si abbassa troppo rapidamente con l’aggiunta di acqua.
Il risultato è un prodotto torbido e dal sapore affatto gradevole. Un’ottimale produzione casalinga di gin prevede quindi di seguire ogni singola fase in maniera appropriata, senza trascurare nulla, dagli ingredienti al taglio. Un alambicco può costare tra il 36 euro per capacità ridotte, fino a poco meno di 295 euro per svariati litri.
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